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  <title>Wamdi Ista Team</title>
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    <title>150Â° Anniversario della nascita di Giacomo Puccini</title>
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    <modified>2008-12-23T01:00:00+01:00</modified>
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            <summary type="text/plain">La Terra di Giacomo Puccini celebra il Maestro.
Un anno di eventi nella Provincia di Lucca</summary>
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      La Terra di Giacomo Puccini celebra il Maestro.
Un anno di eventi nella Provincia di Lucca
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    <title>ESTATE CON NOVITA&apos;</title>
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            <summary type="text/plain">Di sicuro saremo mancati a tanti... A molti altri invece non avremo cambiato la vita con la nostra assenza&quot;forzata&quot;dal web... Resta il fatto che siamo tornati per tempestare le vostre menti di notizie ...</summary>
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      <p><font size="2">Di sicuro saremo mancati a tanti... A molti altri invece non avremo cambiato la vita con la nostra assenza"forzata"dal web... Resta il fatto che siamo tornati per tempestare le vostre menti di notizie e novitÃ  dal mondo canino-lupino! la prima riguarda nuove probabili amicizie per Zack. Direttamente dal canile a casa di Giuseppe Ã¨ arrivata Mila, siberian husky tutta simpatia e dai bellissimi occhi color ghiaccio. Presto ci sarÃ  la conoscenza ufficiale con Zack che piÃ¹ passa il tempo e piÃ¹ sta mettendo giudizio: l'altro giorno sottoposto al bagno l'ha portato a termine senza farci fare la doccia e accettando di buon grado shampoo e secchi d'acqua. I miracoli non li faceva solo S. Francesco. Ora aspettiamo una bellissima foto di Mila da poter inserire nel blog in attesa che il padrone si convinca che gli husky in montagna stanno da dio e che adorano scorrazzare negli alpeggi dolomitici ;-). L'operazione persuasione Ã¨ giÃ  iniziata: la posta elettronica di Giuseppe Ã¨ intasata dai miei allegati sul dogtrekking. Del resto con una cagnolina cosÃ¬, caro GiÃ², te la sei cercata. Last but notleast, Il terreno calpestabile di Zack a casa si allarga. Dopo lunghe e perigliose valutazioni, il Gran Consiglio Famigliare ha decretato che l'area dedicata al mostro debba essere allargata. Dopo varie modifiche, spostamenti, variazioni della cuccia attuale,ci si Ã¨ resi conto che stava diventandosimilare al 41 bis. I danni provocati dalle fauci fameliche dello sciacallo cecoslovacco alle recinzioni portano a pensare che a suo modo anche lui chiedesse piÃ¹ spazio. Quindi... anche il telo ombreggiante tirato sopra la vetta della cuccia a 'mo di accampamento militare servirÃ  solo per il dopocena, prima verrÃ  costruita una recinzione interna alla corte in modo da concedere almeno 5-6 volte di spazio in piÃ¹ e la tranquillitÃ  di non pensare alla fuga con un 3 metri di altezza a fare da garante contro il salto in alto. Presto inizieranno i lavori, Papillon questa volta non troverÃ  la settima onda; la grande fuga vedrÃ  vincitori i tedeschi, Steve mc queen non scapperÃ  piÃ¹ e Sylvester stallone non troverÃ  il condotto sotto gli spogliatoi!</font></p>
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    <title>LA MIA PARTE INTOLLERANTE...</title>
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            <summary type="text/plain">Tema: sono incazzato. Svolgimento sono intollerante verso gli intolleranti. Avvertenze non ce l&apos;ho con le persone intelligenti e i loro piccoli cani da compagnia, bensÃ¬ con gli idioti che popolano la ...</summary>
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      <div align="justify">Tem<font size="2">a: sono incazzato. Svolgimento sono intollerante verso gli intolleranti. Avvertenze non ce l'ho con le persone intelligenti e i loro piccoli cani da compagnia, bensÃ¬ con gli idioti che popolano la mia cittÃ . Me lo posso permettere, sono sul mio spazio web e stasera sono in vena di polemiche, per fortuna altrimenti potevo mettere le mani addosso a qualcuno. C'era una volta una ridente cittadina sulle rive del grande fiume Po, di nome Suzzara. Da buon sostenitore del paese che mi ha dato i natali ho sempre creduto nella natura sensibile e fiera dei miei concittadini."La storia ci dÃ  ragione"dicevo. Stasera sono uscito con Greta e Zack, una bella passeggiata tra le vie e i giardini del centro, soffermandoci a ragionare sualcuni aspetti che contraddistinguono la nostra italica cultura con quelle di altri paesi dell'Europa. E' stato il cane a farci da Virgilio lungo quell'Acheronte che in un paio d'ore s'Ã¨ dimostrato d'essere il Po, ovvero fiume che bagna l'inferno. La discussione ha preso il via ricordando i tempi passati a Londra, metropoli che fornisce i propri cittadini di parchi immensi dove i cani possono scorrazzare liberi senza incorrere in sanzioni o giudizi ghigliottinari da parte di altri usufruttuari dei reali giardini. Mi sono accorto che non c'Ã¨ possibilitÃ  alcuna di poter trovare dove abito un posto dove lasciare libero il cane. Non chiedo che ci vengano riservate praterie sterminate, ma solo un po' di spazio, persino recintato dove non poter rompere le scatole a nessuno. Nonso quanto l'argomento possa interessare i nostri amministratori, in ogni caso la critica la muovo lo stesso. Tempo fa un consigliere comunale promosse una richiesta, poi bocciata, di vietare i parchi pubblici ai quadrupedi canini, anche se provvisti di guinzaglio.<img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/01/02/de3591bb90bfbdef46ef73d89fdfc4b2.jpg"id="media-391882"alt="c7f0214e8520cc82d88b67348d421420.jpg"style="border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left"name="media-391882"/>Ancora vediamo morire i nostri canio avvelenati da bocconi sparsi appositamente; anche nelle campagne diamo fastidio. Questa riflessione cade giusta giusta mentre attraverso i giardini e i cagnolini di un paio di signore si alzano e abbaiano verso Zack, ovviamente al guinzaglio, che viene attirato dalla cosa, mi stupirei del contrario, il tutto comunque senza nemmeno un accenno di abbaio ne di pelo alzato, soltanto un vivace scodinzolio. Il tuttoÃ¨ durato credo 3 secondi. Il tempo che Ã¨ servito ad una delle signore per proferire:"certo che dovrebbero proibire di far entrare i cani grossi". Ammetto che la cosa mi ha urtato parecchio, la voglia di levare il guinzaglio al cane e di frustare selvaggiamente la signora medio borgheseÃ¨ stata davvero tanta. Ma mi sono fermato invece a riflettere. La discriminazione verso tutto ciÃ² che non ci appartiene, il fare facili connessioni (cane grosso = cane cattivo = padrone malvagio) Ã¨ all'ordine del giorno. Ma quanto ne possono capire di quanto ci sta dietro la scelta di una razza,la storia che ha un singolo cane, la fatica di renderlo educato e accettato nella societÃ , la stessa societÃ  che ci rifiuta perchÃ¨ considerati minaccia per i loro piccoli yorkshire, barboncini o carlini, che al minimo accenno di spavento vengono presi in braccio fratturando cosÃ¬ quella che Ã¨ una regola base della conoscenza dei cani, il non dargli il punto di vista dominante, in alto, creando cosÃ¬ invece piccole carogne con i fiocchettini, con proprietari che non conoscono nemmeno il significato delle vaccinazioni che vengono fatte e che non esitano a spalare merda su di noi, criminali che credono nel metodo gentile di obbedienza, che addestrano, creando la tempra e la socialitÃ  nei nostri amati, condividendo avventure tra i monti e tra i boschi. Non vogliamo&nbsp; piÃ¹ accettare rimandi da certe persone. Ripetiamo ancora che il nostro non Ã¨ odio verso i cagnolini di piccola taglia, noi accettiamo e crediamo anche nell'apprensione nel vedere arrivare un bestione come il nostro... Ma se dietro a tutte queste righe c'Ã¨ anche coerenza, di sicuro lo vedrete sopraggiungere civillmente legato ad un robusto guinzaglio&nbsp; disposto ad acoltare la nostra voce senza creare scompiglio in pubblico, con la nostra paletta per le deiezioni e il libretto sanitario in regola con le normative europee. I parchi e i giardini pubblici sono di tutti, anche nostri.</font><br /></div>
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    <title>LA NEVICATA DEL 1985</title>
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      <p align="justify">Molti di noi ricordano spesso col sorriso e lo sguardo trasognato quello storico&nbsp;gennaio del 1985, dove l'Italia intera, ad eccezione della Sicilia e piccola parte della Calabria venne travolta da un potente evento climatico che a tutt'oggi non ha mai piÃ¹ avuto un successore. Perturbazioni che si sfogarono violente sulla penisola, lasciando sull terra abbondanti nevicate,&nbsp;cicloni che stazionarono a lungo sulle nostre teste e abbassarono le temperature di decine di gradi... Tanti possono confermare che al ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie, il&nbsp;9 gennaio 1985, vennero mandati a casa, prolungando di fatto le vacanze. Ricordo che quel giorno, di 22 anni fa, all'arrivo nel plesso scolastico, tra bimbi imbacuccati nelle sciarpe e nei berretti e madri preoccupate, ci fu un conciliabolo che vide protagoniste le maestre, i genitori, le bidelle, tutti, problematizzando che la bassa temperatura aveva inferto danni seri alle tubature dell'impianto di riscaldamento e che le lezioni non potevano riprendere. Scene di gioia e tripudio di chi come noi, piccoli, poteva fruire al mssimo di uesto evento meteorologico unico. Il ricordo di strade completamente vuote d'automobili (e all'epoca nemmeno si immaginava quante ne sarebbero circolate oggi...) con unica padrona delle vie la fantasia dei bimbi che sfrecciava da un pupazzo di neve all'altro, da una battaglia a palle di neve alle coltri ammucchiate nelle piazze dai mezzi del comune che inutilmente liberavano le strade. Si era bloccati, ma la volontÃ  delle persone faceva andare avanti tutto quanto lo stesso, senza l'esigenza di qualcosa di motorizzato. Fummo per quei giorni una societÃ  pedonale, dove la preoccupazione maggiore era la discussione sul quanto potesse durare tutto questo. Noi piccoli ed inconsapevoli attori su quest'immenso palcoscenico bianco, di certo non ci ponemmo problematiche sul quanto; vivevamo quell'attimo come se fosse eterno. Tutto era piÃ¹ lento e calmo. Per questo forse che spesso ancora oggi si sente evocare quel dato e preciso punto della nostra storia italica, come per una richiesta al cielo ben specifica, come volontÃ  di ripetere quell'esperienza per fermare il tempo e magari rivedere le scuole e gli uffici&nbsp;chiusi per qualche giorno e perchÃ¨ no, tornare giÃ¹ in strada a costruire un enorme pupazzo di neve.</p><div style="text-align: right"><img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/00/01/f1f8712c5f97382365058b11901579a4.jpg"alt="4b56b6eac400fe823d68682766801968.jpg"style="margin: 0.7em 0px; border-width: 0px"id="media-106334"name="media-106334"/></div><p align="justify">Ma vediamo storicamente e climatologicamente cosa accadde di preciso in quei giorni. I reperti audio e video dell'epoca riportano la previsione del Col. A. Baroni (ricordate?)<img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/02/01/0e77d4da189aa76597dbb15c004b2e4e.jpg"alt="661904733ce69cb31f05e72315f1815b.jpg"style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px"id="media-106336"name="media-106336"/>che enfatizzava per l'anno nuovo l'arrivo di aria fredda che avrebbe portato le temperature al minimo storico, ricordiamo per esempio, i -23Â°C di Firenze. Vi fu un riscaldamento stratosferico polare, al nord, a 11 km di altezza, evento eccezionale anche per i meteorologi che provocÃ² un repentino e vertiginoso crollo delle teperature e uno stabilizzarsi del freddo sul bacino del Mediterraneo. il 1Â° gennaio 1985 le pime piogge si videro cadere al Sud dell'Italia&nbsp;mentre nevicate anche a quote basse si avvisarono al Nord; il 2 gennaio tempo variabile al Nord e alcune sporadiche nevicate frammiste a pioggia al Sud; il 3 poco nuvoloso al Nord e diffuse nevicate al centro-sud, il maltempo cominciÃ² a risalire la penisola; Il fulcro del ciclone dette il meglio i giorni 4 e 5, quando una seconda ondata di freddo abbassÃ² ulteriormente le temperature, stavolta a picco nel termometro al Nord con neve anche sulla riviera romagnola, a Venezia (15 cm), a Bologna, nelle Marche, e sulla costa ligure. Il 6 la morsa del gelo non si attenuÃ², anzi ribadÃ¬ la serietÃ  della situazione, registrando nuovi record, oltre -35Â°C su tutte le Alpi. Al 7 ancora giÃ¹ la colonnina di mercurio, in Pianura Padana punte di -20. Il 9 si videro flagellate le coste da tempeste marine con mare a forza 8-9, neve a Cagliari e in Tunisia. il 10 si annotÃ² un nuovo record per la Padana emiliana, -25Â°C. picchi di -20 in Lombardia e Veneto. Trasimeno ghiacciato in Umbria e ancora nevicate copiose in Emilia Romagna, al 13 gennaio&nbsp;annoveriamo il fenomeno del gelicidio* a causa dell'inversione termica, ancora neve, stavolta al Nord dove dalla Liguria, spazzata da vere e proprie tormente, alla Val d'Aosta segnano il nuovo record per la Pianura: -29Â°C in provincia di Bologna. Il 14 molta neve anche a Milano, il duomo Ã¨ completamente imbiancato, e cosÃ¬ anche a Torino il giorno sucessivo. Il 16 vide ancora precipitazioni nevose che continuano a paralizzare le comunicazioni e i servizi; le cittÃ  sono alla mercÃ¨ del Generale Inverno. Trento si risveglia sotto 150 cm di bianco. Il 17 si stabilisce l fine di questa parentesi artica per le nostre zone, il Sud ritorna alla normalitÃ , con lo 0Â° termico a quote normali per il periodo. Ultime nevicate al Nord.</p>
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    <title>NEVE</title>
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      <p align="justify">Finalmente sembra che ci siamo; una leggera ma fitta nevicata da stamane sembra volere a tutti i costi lasciarsi adagiare sulla Pianura Padana e renderla bianca. Siamo in attesa trepidante che le valutazioni fatte guardando al di fuori della finestra, fino ad ora espresse in direzione del vento e grandezza dei fiocchi, possa tramutarsi in cm, cambiando radicalmente unitÃ  di misura! Qui noi ci crediamo e tifiamo nel cielo che possa rilasciare quantitÃ  di neve da far invidia al 1985 (vedi post precedente) e darci la possibilitÃ  di avverare il sogno di indossare le ciaspole per una lunga passeggiata memorabile, tra i pioppeti golenali e le piane silenziose che riposano dopo i raccolti estivi. Zack Ã¨gia in fibrillazione seguendo con attenzione questa nevicata, sapendo che, se la quantitÃ  sarÃ  quanto meno sufficiente, sarÃ  divertimento puro. Anche noi filo-dolomitici di pianura abbiamo le nostre fisse....</p>
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    <title>NEVE, VALANGHE E FINE SETTIMANA</title>
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            <summary type="text/plain">Dopo la settimana che sta per esaurirsi, il giusto e meritato riposo si spera di poterlo fare tra i monti. Come giÃ  anticipato da Greta in un post precedente l&apos;idea Ã¨ di andare tutti quanti su in mo ...</summary>
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      <p align="justify"><font size="3">Dopo la settimana che sta per esaurirsi, il giusto e meritato riposo si spera di poterlo fare tra i monti. Come giÃ  anticipato da Greta in un post precedente l'idea Ã¨ di andare tutti quanti su in montagna per la prima ciaspolata dell'anno, anche se il meteo, almeno per ora, non sembra ben augurante. La coltre nevosa, al di sotto della media stagionale, rischia purtroppo di mettere a repentaglio il nostro weekend, a causa di nevicate previste proprio per sabato. Neve fresca in arrivo, che Ã¨ sempre una benedizione, tranne quando si va a posare sulla coltre preesistente ghiacciata formand una sorta di scivolo naturale, incrementando il pericolo valanghe, previsto per sabato, su di una scala di rischio&nbsp;da 0 a 5, in crescita fino a 3, marcato. L'unica ancora di salvezza potrebbero essere temperature un po' alte che potrebbero mandare in fusione in parte la neve sottostante e creare uno strato che leghi le precipitazioni in arrivo, previste come abbondanti. Insomma, tradotta ai minimi termini: incrociamo le dita e speriamo che i previsori ci forniscano nelle prossime 24/48 ore notizie piÃ¹ confortanti!</font></p>
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    <title>CARATTERI</title>
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      <font size="3">Niente paura! Non siete voi che leggete ad aver problemi di focalizzazione dei caratteri di stampa del nostro blog, soltanto ci Ã¨ stato fatto notare gentilmente da Sara (a proposito: grazie per farcelo notare) che si faticava un po' a leggere a causa delle"paroline molto piccole". Effettivamente nemmeno noi ci metteremmo alla prova con scritti cosÃ¬ minuscoli... Quindi da oggi si cambia formato, nella speranza che possa risultare piÃ¹ gradevole a chi ci legge!</font>
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    <title>IL TIROLO E I SUOI EROI</title>
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            <summary type="text/plain">Briganti tirolesisabato 24 marzo 2007.di Alessio ScattoliniÃ possibile trovare, in ottica dell?identitÃ  propria di un paese, la virtÃ¹ fondamentale dell?orgoglio tradizionale e della ragione delle p ...</summary>
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      <div style="border-right: medium none; padding-right: 0cm; border-top: #404040 1.5pt solid; padding-left: 7pt; background: #eeeeee; padding-bottom: 0cm; margin-left: 11.25pt; border-left: #444444 1pt solid; margin-right: 11.25pt; padding-top: 12pt; border-bottom: medium none"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><strong><font color="#000000">Briganti tirolesi</font></strong></span></div><div style="border-right: medium none; padding-right: 0cm; border-top: #404040 1.5pt solid; padding-left: 7pt; background: #eeeeee; padding-bottom: 0cm; margin-left: 11.25pt; border-left: #444444 1pt solid; margin-right: 11.25pt; padding-top: 12pt; border-bottom: medium none"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><font color="#000000">sabato 24 marzo 2007.</font></span></div><div style="border-right: medium none; padding-right: 0cm; border-top: #404040 1.5pt solid; padding-left: 7pt; background: #eeeeee; padding-bottom: 0cm; margin-left: 11.25pt; border-left: #444444 1pt solid; margin-right: 11.25pt; padding-top: 12pt; border-bottom: medium none"><span style="font-size: 10pt"><font color="#000000">di Alessio Scattolini</font></span></div><div style="border-right: medium none; padding-right: 0cm; border-top: medium none; padding-left: 7pt; background: #eeeeee; padding-bottom: 0cm; margin-left: 11.25pt; border-left: #444444 1pt solid; margin-right: 11.25pt; padding-top: 0cm; border-bottom: medium none"><p style="background: #eeeeee; margin: 11.25pt 0cm"class="spip3"><span style="font-size: 10pt"><font color="#000000">Ã possibile trovare, in ottica dell?identitÃ  propria di un paese, la virtÃ¹ fondamentale dell?orgoglio tradizionale e della ragione delle proprie radici. In seconda istanza persino un parallelismo tra la tormentata terra alto-atesina e lo stabile territorio mantovano parlando di una figura pressochÃ© ormai dimenticata: quella di Andreas Hofer. Nato a Sankt Leonhardt in Passeier (S. Leonardo in Passiria) nel 1767, di umili origini, oste e commerciante di cavalli, prende posto nella storia della sua regione e di quella nazionale con la sua esecuzione a Mantova nel 1810. L?elemento principale di questa analisi Ã¨ fugare ogni imprecisione sul pensiero Hoferiano: troppo spesso bollato come reazionario e filo-assolutista, ha visto sminuirsi una non comune capacitÃ  di svincolarsi dai ?poteri forti? e un eccezionale senso antioppressivo, che a mio credere si mostra unico per l?epoca, a causa dei retaggi culturali che nei secoli si sono erroneamente portati alla ribalta durante Risorgimento e Prima Guerra Mondiale. Alcuni Autori, della figura di Andreas Hofer, mettono in risalto l?aspetto profondamente cattolico e restauratore, che osteggiava il periodo rivoluzionario, giacobino e illuminista importato dai francesi. Piuttosto sarebbe meglio valutarlo con senno politologico come rappresentante di un romanticismo nascente e facente riferimento al famoso movimento tedesco dello sturm und drang; sconvolgimento ed impeto, per dare una misura alla forza dei sentimenti e delle passioni, sottolineando la forza della ragione e la centralitÃ  dell?uomo e della sua dignitÃ  rispetto alla ragion di Stato. La Pace di Presburgo, firmata il 26 dicembre del 1805, vide uscire vincente Napoleone I, primo beneficiario del trattato, avendo sconfitto ad Austerlitz la coalizione anglo-austro-russa (la battaglia dei tre Imperatori, 2 dicembre 1805), costringendo l?Austria a cedere i territori del Tirolo e del Voralberg alla Baviera. Le genti delle valli dolomitiche videro subito un brusco cambiamento legislativo; in primis le terre ecclesiastiche e nobiliari che erano state nazionalizzate e poi vendute non furono restituite ai precedenti proprietari e l?Imperatore austriaco Francesco I dovette riconoscere l?ascesa dei nuovi re dei territori ceduti e prendere atto della Confederazione del Reno, un?alleanza stipulata da Napoleone stesso con i principi tedeschi regnanti in Baviera. I tirolesi insorsero. Capeggiati dall?Hofer, costituirono uno dei primi (se non il primo) esempio di Resistenza armata. La rivolta fu presto sedata dalle forze piÃ¹ organizzate dei francesi a scapito dei contadini disorganizzati e inferiori di numero. Andreas Hofer dovette riparare in una vallata sotto mentite spoglie per evitare le ire napoleoniche. Vendetta che non tardÃ² ad arrivare, nel 1809. La rivolta di quattro anni prima segnÃ² un?onta sui vittoriosi, a tal punto da ricercare tutti i partecipanti dei moti del 1805 per condannarli a morte. Il 14 ottobre dello stesso anno, la Francia firmÃ² un trattato di pace con l?Austria-Ungheria ma allo stesso tempo gli stessi artefici dei primi movimenti d?indipendenza sudtirolesi si rimisero in armi. Fatto particolare, che questa volta, oltre al nemico di sempre, i contadini si sentirono traditi dal proprio Imperatore, reo di aver firmato l?armistizio coi transalpini, cedendo di fatto i territori al centro della contesa. Diversi furono i motivi che spinsero le genti altoatesine a rimettersi in armi contro l?oppressore: Lo stesso Hofer ne attribuÃ¬ le ragioni: ?all?ingiustizia, ai trattamenti disumani subiti dalla propria gente. Ma soprattutto alla spartizione del Tirolo in tre province indipendenti, alla reintroduzione della carta bollata, con conseguente introduzione di funzionari stranieri corrotti e alla coscrizione di leva obbligatorio che si scontrava di fatto con il modello di servizio militare su base imperiale, garantito in precedenza dal sovrano asburgico.? I tirolesi combatterono ripetutamente contro le milizie ottenendo ripetute vittorie; il 12 aprile venne liberata Innsbruck ma immediatamente dopo caduta in mani bavaresi, il 29 maggio riconquistata attraverso la famosa battaglia del Bergisel, di nuovo rioccupata il 30 luglio e infine definitivamente conquistata da Hofer. Il 14 ottobre successivo venne sancita la Pace di Schoe?nbrunn, che segna la fine delle rivolte tirolesi. Sebbene il trattato di pace prevedesse l?amnistia per i rivoltosi, si profilÃ² una violenta repressione affidata a Eugenio de Beauharnais, figlio di prime nozze di Giuseppina, prima consorte di Bonaparte. Hofer continua la lotta. Nella stessa localitÃ  che vide fiorire le prime vittorie, il bergisel, la potenza militare napoleoniche vede prevalere sull?esercito rivoluzionario, il 1Â° novembre 1909, anche se sacche di resistenza permangono sparse sul territorio, a volte con cruenti scontri. Hofer si nascose in montagna dove verrÃ  tradito da un suo stesso compaesano, Josef Raffl per denaro, il 27 gennaio 1810. Tradotto in carcere a Bolzano e poi a Mantova. I documenti dell?epoca, conservati gelosamente nella biblioteca Teresiana di Mantova, riportano un carteggio molto interessante tra il VicerÃ¨ d?Italia, il principe Eugenio, e l?empereur in persona, Napoleone. Il principe Italiano, venne mosso a compassione per il montanaro e cercÃ² di evitargli il patibolo, persino il tribunale che ebbe a giudicare Hofer sentenziÃ² per una reclusione. Napoleone venne a conoscenza di queste decisioni e si oppose vigorosamente, scrivendo al Vicario al trono italico con toni accesi che egli avrebbe voluto il prigioniero a Parigi e sapendo che invece languiva nelle prigioni virgiliane, ordinÃ² una Commissione militare proprio nella cittÃ  dei Gonzaga, con giudizio ed esecuzione immediati; All?ordine nemmeno Eugenio potÃ¨ contrapporre giuste ragioni. Andreas Hofer venne condotto di fronte al plotone d?esecuzione il 20 febbraio 1810. Rifiutata la benda sugli occhi ebbe persino modo di beffarsi della mira dei soldati prima di perire, allorquando alla prima scarica mancarono il bersaglio. Va ricordato che in quei giorni si andava a celebrare il matrimonio tra Napoleone Bonaparte e Maria Luisa d?Asburgo e ben poco avrebbe potuto l?intervento della Reale austriaca per salvare la vita al suo fedele suddito. Le spoglie di Hofer dal 1823 riposano ad Innsbruck, mentre a Mantova sul luogo della fucilazione oggi sorge un giardino intitolato all?eroe Tirolese ed ogni anno, in ricorrenza della morte intere ondate di ?schutzen? dall?AltoAdige scendono a mantova con le loro divise e costumi d?epoca per ricordare le gesta e il sacrificio del loro predecessore. Resta a mio parere integra, al di lÃ  di ogni giudizio politico dei fatti descritti, la bontÃ  delle azioni che mossero un uomo e un popolo a sottrarsi al giogo e alle imposizioni dello straniero invasore, tema che storicamente venne caro alcuni anni dopo alle genti italiche nei primi moti risorgimentali e nelle successive guerre d?indipendenza e ancora piÃ¹ in lÃ  durante la Resistenza al Nazifascismo.<span>&nbsp;</span></font></span></p><p style="background: #eeeeee; margin: 11.25pt 0cm"class="spip3"></p><p style="background: #eeeeee; margin: 11.25pt 0cm"class="spip3"><span style="font-size: 10pt"><span><font color="#000000">*Articolo pubblicato sul blog:</font><a href="http://www.altroconfronto.it/"><font color="#000000">www.altroconfronto.it</font></a></span></span></p></div>
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    <title>ZACK E LA MUTA</title>
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      <div align="justify"><font size="2">Dopo tempi immemorabili si ritorna a postare sul blog!!! Finalmente! Ufficialmente, pur con la stranezza e l'instabilitÃ  climatica, puntuale come un orologio svizzero il lupoide ha cominciato la sua lunga, lenta, angosciante, stressante muta del pelo. Come ogni cane normale, potrebbe obiettare il primo avventore da bar. NO. Risposta unica, categorica ed inequivocabilmente negativa. Nello sviluppo di un cane x, ammettiamo un classico pastore tedesco che fa i film e si chiama Rex. Egli, sopra la sua schiena di 3 spanne di larghezza e il suo dolce didietro inclinato tipicamente verso terra e alla displasia, una volta perso i lunghi peli nero-focati e bello che pronto d affrontare la stagione estiva. Persino i pastori a pelo lungo si comportano cosÃ¬. Il cane lupo cecoslovacco, in quanto eccentrico in ogni suo particolare, fa svenire il proprietario all'arrivo della bella stagione con una muta che parte oggigiorno (marzo) e pretenderÃ  di chiudersi ai primi di luglio, con un continuo cambio d'abito in base ai cambiamenti del clima. CosÃ¬, dopo i primi caldi, Zack ha cominciato a spogliarsi piÃ¹ velocemente di una lap dancer da quattro soldi, perdendo ogni tipo di peluria, senza inibizioni e freni morali a favore del povero padrone che raccatta pelo ovunque per la casa. Ritorna il freddo... Troppo facile rimanere cosÃ¬; si riparte con la vestizione. Nuovi caldi: ancora perdita di peli. E cosÃ¬ via. Il lato inquietante della questione Ã¨ il cambio non solo del pelo, ma anche del sottopelo. Presente la lanuggine tipica dei mammut? Ecco, ci siete vicini. CosÃ¬ ogni tipo di pettine, spazzola o rastrello che sia, siu riempie di questo micropile da spedizione antartica che invade ogni spazio della cuccia e degli abiti e che sembra&nbsp; riprodursi man mano che lo si toglie, dal collo e&nbsp; dalle parti molli in particolare.&nbsp; Risultato: alla fine di una spazzolata di mezz'ora sana il cagnaccio appare alla vista dei piÃ¹ come un cane abbandonato e non curato con stralci di lana pecorina che pende dai fianchi mentre scorrazza in attesa del lauto pasto serale, con tanto di bave alla bocca. Come dire: il lupo perde il pelo ma non il vizio... (battuta scontata ma vi prego, consentitemela! Almeno stavolta!)</font></div>
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    <title>WEEKEND CON IL LUPO</title>
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      <div align="justify"><font size="2">Dopo infinite posticipazioni per un motivo o per l'altro, forse presto riusciremo a fare un'uscita con il lupetto ipertricotico che sta seminando peli ovunque, complice la muta stagionale. Finalmente la componente umana del gruppo ha deciso di uscire dal letargo invernale e grazie alla bella stagione che sta irrompendo con la primavera ha progettato una bella gita nel cuore dell'Umbria, con campo base nei dintorni di Perugia in uno splendido agriturismo a misura... di cucciolone irruento quale Ã¨ Zack. Prestissimo i dettagli e speriamo, qualche bella foto! Ora servirÃ  solo un po' di fortuna nel trovare il sole per qualche giorno e un clima accettabile per poter visitare a dovere una terra splendida quale Ã¨ quella nei dintornio di Perugia. Via internet siamo riusciti a recuperare una guida che descrive in maniera ottimale e precisa la Via Francescana che dalla medievale Emilia papale, precisamente dal santuario della Verna giungeva (e giunge tutt'ora!) nell'epicentro di quello che fu il movimento francescano, ad Assisi, percorrendo sentieri isolati tra i boschi dell'alto Tevere dove probabilmente il santo patrono d'Italia incontrÃ² sui suoi passi il famoso lupo. Presto sveleremo i tracciati di questa idea, per ora... Confidiamo nel meteo!</font></div>
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    <title>APRILE DOLCE DORMIRE...</title>
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      <img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/01/00/74df293041c592770c7f0e5a9de6864d.jpg"id="media-288367"alt="27e0818f1dc17dce43265ba1913b40c8.jpg"style="border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left"name="media-288367"/><p align="justify"><font size="2">&nbsp;SarÃ  il clima ventoso degli ultimi giorni, sarÃ  forse la maturitÃ  tanto attesa... Di fatto da qualche giorno Ã¨ possibile vedere Zack dormire della grossa! Notizia senza precedenti, in quanto fino a pochissimo tempo fa era presochÃ¨ impossibile scovarlo con gli occhi chiusi, oltre ogni precauzione presa per non svegliarlo, lui era sempre arzillo e scodinzolante! L'ultima volta che fu possibile pescarlo a dormire fu dopo un'intera giornata di cammino in salita, verso il rifugio MandrÃ²n sulla Presanella. LÃ¬ cedette allo sforzo fisico e dormÃ¬ per tutto il pranzo finale e nel ritorno a casa. Nella foto di stamattina lo si puÃ² ben vedere mentre se ne stava, muso al sole, a pisolare sul tetto della sua cuccia. PerchÃ¨ lui Ã¨ come Snoopy, ricordate il bracchetto dei fumetti che se ne stava a filosofeggiare sulla cima della sua cuccia? Tra l'altro non capisco come possa essere comodo su una copertura di eternit ecologico... Va beh, sogni d'oro, tu che puoi!</font></p>
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    <title>PRIMAVERA</title>
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      <font size="2">Con la rinascita della vita, dopo il toprpore invernale, si riattivano i sensi e la voglia di fare, l'ora legale aiuta a stare un po' di piÃ¹ fuori la sera ed oramai ci si vede fino alle 20.00. Le normali attivitÃ  umane giunte a limiti inverosimilmente placidi e rallentati a causa della stagione fredda, che quest'anno non ha risparmiato nemmeno l'umido, stabilizzatosi nelle ossa in questi ultimi mesi, riprendono vita grazie allo stagionale cambio di stagione. Da millenni e meteorologicamente comprovato, un cambio radicale dei venti (da ovest ad est anzichÃ¨ il contrario) abbinato all'aumentta esposizione solare crea quella situazione universalmente riconosciuta come primvera. Gli allergeni ringraziano mentre gli allergici maledicono, ma solo per questo breve, pazzo e mutevole periodo vale la pena soffermarsi a fare un paio di riflessioni.</font><img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/00/01/c55dd3176081bd7ddc252840921bc2cd.jpg"id="media-288692"alt="96e9ae667649977e2a083f750cf990ee.jpg"style="border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left"name="media-288692"/><font size="2">La primavera crea uno scombussolamento anche a livello ormonale che varrebbe la pena di analizzare piÃ¹ approfonditamente. Guardatevi attorno: la gente sembra diversa, le ragazze sembrano piÃ¹ belle e gli uomini piÃ¹ attraenti per quella strana luce solare che scalda l'anima. Il vento frizzante eccita la pelle e smuove sensazioni sopite, talvolta represse, su di un divano con il plaid sopra le gambe e lattemiele fra le mani, sperando di non incappare in un qualche virus influenzale che ci potrebbe far assentare dal lavoro. Ci vacciniamo per impedire alla natura di svolgere il proprio compito di selezione. A volte l'influenza, oltre ad ammalare il malcapitato, puÃ² servire ad altri per respirare un attimo, di poter svolgere le proprie mansioni senza quel superiore che tanto li fa impazzire. Arriva la primavera con le sue piogge ad intermittenza e i venti carichi di nuvole che spazzano il cielo puliscono un aria giÃ  troppo densa di inquinanti, patogeni, odio, morte, e viene a ripulire il mondo e ripulisce chi lo abita, venendoci a dimostrare con le sue splendide fioriture che in fondo da quello che puÃ² sembrare brutto e senza vita si puÃ² sempre ricavare qualcosa di meraviglioso.</font>
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    <title>WAMDI ISTA TEAM- INIZIATIVA</title>
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      <p align="justify"><font size="2">Bellissima iniziativa degli amici del wamdi ista team di Camaiore. Sempre attivi sul fronte dell'avventura propongono questa volta la traversata delle seimiglia. A leggere il programma ci sarebbe da divertirsi, anzi si divertiranno sicuramente.. Noi rimarremo fermi ad un angolo aspettando il racconto dettagliato al loro ritorno... sigh...</font></p><p>&nbsp;www.wamdiistateam.it</p><p><img src="http://wolfinthealps.myblog.it/media/02/02/ef4a94821d4f2f531fe80a5c8aa6f596.jpg"id="media-305626"alt="22178e6e180e8b638cac2ba5f86b0f1b.jpg"style="border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left"name="media-305626"/></p><p>&nbsp;</p>
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